Come mangio

Il rapporto col cibo, col peso, con il corpo, al giorno d’oggi può diventare complicato.

Come mi sento

Tutti abbiamo notato che cosa, come e quanto mangiamo è legato al nostro stato d’animo.

Come mi vedo

Possiamo portare la consapevolezza, osservando semplicemente cosa sta succedendo, mentre succede. I cambiamenti verranno naturali.

Come mi vedo

Ci siamo mai fermati a riflettere su come consideriamo il nostro corpo? E’ per noi qualcosa di presente, di vivo, con le sue esigenze da rispettare? O è solo qualcosa di cui ci occupiamo solo quando sta male, che giudichiamo, che pretendiamo risponda alle nostre aspettative (e a quelle degli altri), di qualsiasi tipo esse siano, anche completamente irrealistiche?

Eppure il corpo è un compagno fedele. Ci permette di fare mille cose ogni giorno, cerca in tutti i modi di soddisfare ogni notra richiesta, ogni nostro capriccio, anche oltre i suoi limiti.

Sopporta la fatica, la fame, la sete, i giudizi spietati e anche l’essere nutrito in eccesso quando non ha fame. Quante volte ogni giorno ignoriamo o rimandiamo le nostre esigenze, anche fisiche? Ci comporteremmo allo stesso modo con qualcuno cui vogliamo bene?

“Sei stanco? Non ci pensare! Dài, ancora un po’!”, “Hai sete? Non è il momento, sopporta!”, “Sei brutto, nasconditi!”, “Ti senti solo? Mangia! Mangia!” Anche su tutto ciò possiamo portare la consapevolezza, osservando semplicemente cosa sta succedendo, mentre succede. I cambiamenti verranno naturali.

La regina delle nevi

 

“All’inizio, tutte le persone erano cieche. Ma il Creatore decise che gli uomini avrebbero avuto questo dono: la vista, una vista acuta e veritiera. Così avrebbero potuto vedere il buono negli altri essere viventi. E così le persone vissero in pace.

Ma ci fu un demone che non sopportava che gli uomini avessero la vista. Questo demone creò uno specchio terribile e lo dotò del potere di far sì che la vista delle persone fosse distorta, che ognuno vedesse i difetti in ogni cosa, anche nel buono. Gli errori e le distorsioni negli uomini, e nella natura.

Allora le persone iniziarono a vedersi nello specchio come demoni. Il demone poi prese un grande masso lo lanciò contro lo specchio, che si frantumò in mille pezzi. E le schegge entrarono negli occhi delle persone così che non avevano più bisogno di guardare nello specchio: la loro vista stessa era distorta, adesso.

Gli uomini vedevano i difetti in tutto: in sé stessi e negli altri.

E non solo i loro occhi, ma i loro cuori”.

E’ con questa distorsione che forse che senza accorgercene vediamo i nostri corpi, soprattutto, e quegli degli altri. Ma forse possiamo ancora togliere qualche scheggia. 

Questa fiaba è narrata da Clarissa Pinkola Estés in The Joyous body. A me l’ha raccontata Jocelyn Jaks Kahn, preziosa insegnante di focusing.

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